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Rinascere dalla fratellanza

Io resto a casa a cucinare
11 Marzo 2020

Ci siamo abituati a baci virtuali, caffè in videochiamata, e a mantenere la debita distanza dagli altri. Non ci fa più strano guardare solo metà viso delle persone, avere il “kit di protezione” all’uscio della porta, e ad appendere le mascherine sullo specchietto retrovisore delle macchine al posto dell’arbre magique. Ci siamo abituati a tutto ormai, ma non potremmo mai abituarci a quel senso nuovo di vulnerabilità che è entrato prepotentemente a far parte delle nostre vite: forse non ci abbandonerà più anche quando tutto sarà finito e la scienza avrà trovato anche per questo male la sua soluzione. Da contraltare a tutta questa paura c’è un senso di comunità nuovo, e quello si non dobbiamo perdere: ci siamo resi conto che siamo davvero tutti interconnessi anche senza conoscerci e abbiamo capito, a caro prezzo , che nessuno è un’isola e le azioni di ognuno hanno una ricaduta sugli altri, vicini e lontani che siano.
L’arrivo della Pasqua, proprio in questo momento, sembra quasi far parte di un disegno misterioso di cui piano piano riusciamo ad unire i puntini e guardare l’insieme che ci indica la strada da cui rinascere: dalla fratellanza che oggi ci unisce nel tripudio di arcobaleni appesi ai nostri balconi.
Buona Pasqua. 🐣

Paola e Ilaria (e il vetro che per il momento ci divide)