gianni casaluce

una mano nella terra e una sulla scrivania: il nostro futuro secondo Gianni Casaluce

Per semplificare chi è e cosa fa Gianni Casaluce, presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Verdesalis , ho bisogno di utilizzare una metafora: come un direttore d’orchestra mette insieme diversi suoni per creare una sinfonia, lui mette insieme le capacità, le attitudini e i saperi di chi ha intorno per concretizzare una visione sul futuro della nostra terra che metta in relazione agricoltura naturale, turismo, comunità locale ed economia.

Con un piede nel suo piccolo appezzamento di terra che coltiva autonomamente, e l’altro sulla scrivania ad organizzare eventi e tessere pazientemente relazioni di comunità, il chiodo fisso di Gianni è sostanzialmente uno: far nascere una filiera produttiva che valorizzi le eccellenze del proprio territorio ( Nardò, in provincia di Lecce) e, di conseguenza, abbia effetti positivi in senso economico e occupazionale sul nostro stesso futuro.

Con questo obiettivo, ad esempio, è nata una rete di agricoltori associati a Verdesalis che stanno ri-producendo il Cece di Nardò, antica varietà di legume riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal 2017 grazie al lavoro di Massimo Vaglio (chef e giornalista gastronomico) e da Verdesalis, appunto, nell’ambito della sua attività di tutela della biodiversità locale. Fino ad oggi, infatti, non è possibile trovare in commercio questo cece perchè non più prodotto in quantità adatte alla vendita e, di conseguenza, stava per essere perduto per sempre.

La macchina della filiera produttiva a cui guarda Gianni, infatti, parte proprio dalla riscoperta dei prodotti locali e di un metodo di lavorazione il più possibile naturale, ingrana la seconda marcia quando chi è chiamato a trasformare le materie prime sceglie di lavorare prettamente con prodotti locali, la terza quando noi consumatori al dettaglio facciamo la stessa scelta e, infine, prende la scia quando offriremo questi prodotti al mercato turistico.

Si può definire Gianni come un’ innovatore sociale, o semplicemente come un bravo ragazzo che ha studiato ( una laurea in economia del turismo e un master in event management), e ha respirato l’aria del mondo grazie ad un’esperienza erasmus vicino Francoforte e alcune esperienze lavorative a Berlino nel 2009 dove “già si lavorava tanto puntando sui prodotti tipici e l’agricoltura biologica” mi dice. E alla fine di tutto questo, ha deciso di ritornare a casa e mettersi al servizio della sua terra.

E non uso la parola “servizio”a caso, perchè ho incontrato varie volte Gianni e ciò che mi ha più colpito di lui in ogni occasione è l’assoluta dedizione al portare avanti la sua idea di futuro, progettando, incontrando giovani agricoltori e promuovendo eventi, anche se spesso tutto questo lavoro non coincide con gli interessi prettamente personali con cui tutti facciamo i conti a fine mese.

“Le persone spesso mi dicono ma chi te lo fa fare ad impegnarti per questo territorio? ” mi racconta a proposito ” e la mia unica risposta è per i bambini e la terra”.

Cosa aggiungere di più? Gianni, io sono con te.

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