si dice pico pasi e si intende re del rustico: la storia di Luigi Moscara

A partire dalle 18.00 a Galatina ( in provincia di Lecce), via Roma con angolo via Laporta e via Lombardia è presa in ostaggio da un profumo inconfondibile: quello del rustico appena sfornato e del calzone tirato fuori dalla friggitrice. Il colpevole è Luigi Moscara, ma questo nome non dirà nulla ai più se non accompagnato dal più celebre soprannome “pico pasi”.

Anche se da piccolo questo soprannome dava un pò fastidio adesso Luigi se n’è fatto una ragione: è indissolubilmente associato al lavoro a cui ha dedicato sostanzialmente una vita, che se da una parte gli ha risucchiato tantissime energie dall’altra gli ha restituito tanto. Non è un caso che da qualche anno venga anche definito “il re del rustico”, come si legge nella targa appesa appena sopra il forno all’interno della sua rosticceria.

” non mi sono definito da solo così ” mette in chiaro sin da subito ” è accaduto tutto per caso tramite un mio fornitore che un giorno trovandosi a parlare con un signore di Racale, distante circa 25 km da Galatina ( ndr ),  mi ha definito così. Da lì è nato un passaparola fino a quando alcuni clienti mi hanno regalato questa targa

Chi è Luigi, in arte “pico pasi”

Primo di tre fratelli, suo padre decide di aprire una pizzeria d’asporto a seguito di un’esperienza lavorativa con un’impresa edile e con una macelleria. Dopo aver capito l’importanza di essere autonomi nella produzione e non dipendenti dal pizzaiolo di turno , a 16 anni Luigi passa un pomeriggio con il maestro pasticcere Rafelino Bello (di cui abbiamo parliamo qui) per imparare a fare la pasta sfoglia. Ritornato in laboratorio ha iniziato a produrre giorno dopo giorno rustici per l’asporto cercando di migliorarsi ogni giorno. Il risultato di questo impegno è un prodotto inconfondibile, sempre uguale nel gusto, nel colore e nella consistenza.

Il segreto nel mantenere sempre alta la qualità, mi racconta, sta nell’ impegno personale che tutt’oggi mette nel curare le rifiniture e i piccoli dettagli che fanno la differenza. ” Non saprei fare altro” confessa con un pizzico di malinconia “sono nato e cresciuto professionalmente qui. Ho dato tutto a questa attività rinunciando spesso al tempo libero da dedicare alla mia famiglia e alle mie passioni.”

L’episodio che ricorderà per sempre? Quella della finale dei mondiali del 2006 in Germania ( quando poi siamo diventati campioni del mondo):  da quel piccolo laboratorio sono stati venduti circa 2.000 pezzi nell’arco di una sola ora. C’ero anche io quella sera, affiancavo Luigi dietro al bancone, e ricordo perfettamente la parete della rosticceria completamente ricoperta dei bigliettini delle ordinazioni, tutte per le 20.15, mezz’ora prima della partita. Un delirio.

Perchè “pico pasi” ?

Sono sicura che a questo punto della lettura molti di voi si staranno ancora chiedendo: si, ma che significa “pico pasi” ? Probabilmente, mi riferisce lo stesso Luigi, deriva da due termini latini utilizzati per indicare un uccello che cambia spesso traiettoria. Nella parlata popolare salentina,che ha sempre sviluppato dei “nomignoli” per ciascuna famiglia, potrebbe essere stato un modo per riferirsi alla storia di suo nonno che, come il padre, ha svolto diverse attività.

Dove trovare pico pasi

A Galatina, in via Roma n. 87. Si consiglia di arrivare affamati! Oltre ai rustici, potrete deliziarvi con calzoni ( o panzerotti) fritti e al forno, arancini, crocchette di patate, focacce e l’immancabile pizza al taglio.

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Le storie degli altri custodi del gusto

Continua a leggere il nostro blog 

Scopri le nostre ricette della tradizione

Continua a seguirci via mail , su facebook o instagram

ti è paiciuto l'articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *