salento terra da gustare: la vikta segreta della mia pancia

La vita segreta della mia pancia

Sono quattro settimane che non mi ascolti più, e quindi sono molto arrabbiata con te. Sono così arrabbiata che mi mangerei un’intera confezione di cioccolata al latte con il riso soffiato, anzi no una di quelle torte di mille piani dell’utlima puntata di Bake off . Mi basterebbe anche solo un pò di pane con la nutella, o un gelato, o un pasticciotto, o un pò di zucchero a velo. Ti rendi conto di quanto sono disperata?

Dai su, fai la brava, adesso ci prendiamo un caffè e riposi un pò ok?

Riposare? Ma tu sei fuori di testa… da quando ti sei messa in testa che tu dici a me cosa fare? Io sono il centro delle tue emozioni, il centro del tuo corpo, da me transitano tutti i pensieri più profondi che non condivideresti con nessuno. Io sono la tua pancia e pensi di potermi mettere a tacere con un innocente caffettino? Facciamo che ci aggiungiamo un biscottino da inzuppare?

Va bene. Uno solo.

Facciamo due con un pò di latte?

Ok, ho capito. Niente biscottino e niente latte. Di te non mi posso fidare: inizi con un biscottino e poi mi costringi alla fame nera.

Certo che però stai diventando proprio cattiva. Ho un groviglio dentro, un filo annodato alla tristezza, malinconia, rabbia e paura che non puoi immaginare. Toglierlo fuori, non è il momento, non me lo posso permettere. A tenerlo qui dentro si fa fatica sai? Per questo ti supplico, basterebbe anche solo un biscottino, di quelli che metti nel biberon del tuo bimbo, e il peso si allergerirebbe.

Si, ma poi aumenta il mio di peso, e tu già entri a malapena nei pantaloni. Sapessi la fatica che faccio io a trattenere il fiato per poter chiudere la cerniera!

Hai sempre la scusa della gravidanza… su dai, prendimi un pezzo di cioccolata e me ne sto zitta. Promesso.

La gravidanza è finita da tre anni, se la usassi come scusa sarei davvero ridicola. Ho la sensazione, o meglio la certezza, che anche mio figlio ha la pancia che vive di vita propria e detta molto spesso le regole. Tra le tante cose che poteva prendere da me… proprio questa dote?!?! Quindi dico a te ciò che dico a lui/alla sua pancia quando vorrebbe la barretta di cioccolato due minuti prima di mangiare la pasta: Mi dispiace tesoro, la mamma vorrebbe tanto dartela ma non è possibile. Se vuoi, quando arriverà l’ora della merenda ti darò uno yogurth, adesso è il momento del caffè.

E quando è l’ora della merenda? Possiamo aggiungerci un biscottino?

L’ora di merenda arriverà tra qualche ora, e per il biscottino insieme allo yogurth te lo concedo a patto che stasera ti accontenterai della sola verdura. Affare fatto?

E va bene, ma poi un biscottino prima di andare a dormire me lo darai?

….

Note: Ognuno ha una parte del corpo che vive di vita propria e con cui deve fare i conti. Per me è la mia pancia, che si chiama Etta, diminutivo di maledetta o benedetta ( dipende da come si comporta). Le continue trattative con lei sono uno degli impegni quotidiani che affollano la mia giornata

 

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