donpasta_i villani

il valore filosofico e politico dei “Villani” nel viaggio cinematografico di Don Pasta

Se nell’utilizzo moderno la parola “villano” ha un’eccezione negativa sinonimo di rozzo e maleducato, in realtà etimologicamente assumeva un significato opposto: si riferiva ai contadini liberi di lavorare la propria terra, dedicarsi ad una delle più importanti e fondanti attività dell’uomo: la produzione di cibo.

Esistono, quindi, ancora oggi questi Villani? Nell’omonimo film di Daniele de Michele alias Don Pasta ne conosciamo quattro commuoventi storie di persone apparentemente fuori dal tempo e dalla contemporaneità che custodiscono per noi tutti attività, metodi e conoscenze antiche di enorme valore filosofico e politico.

C’è Totò, contadino di Alcamo; Modesto e Brenda, allevatori e produttori di formaggio del Sannio; Luigina, contadina coraggiosa sulle Dolomiti; Santino e Michele, pescatori e allevatori di cozze a Taranto: dietro le loro parole e la poesia dell’immagine che li racconta, si scorgono scorci di una filosofia rurale in cui produrre del cibo rappresenta quasi una missione sociale, una responsabilità a cui far fronte garantendo la miglior qualità possibile.

La filosofia rurale secondo Don Pasta

Una filosofia che, dice Don Pasta, si è persa con la modernità: quando l’industria è entrata prepotentemente nella produzione di cibo e da quando le persone non mettono più tanta attenzione nella ricerca della qualità di ciò che mangiano. Questa modernità, sostiene, ha fatto sì che con la “moda della cucina”  l’identità alimentare che da sempre accompagna la cultura di un territorio diventasse un argomento desueto da trattare con pudore e vergogna. La cucina, invece, è un atto sociale e popolare, basti pensare che tutte le ricette sono state inventate dal popolo nel corso della vita quotidiana.

Don Pasta, otrantino di nascita, conosce bene questa ruralità perchè l’ha vissuta in prima persona, ritrovandola poi nel corso dei suoi viaggi per la realizzazione dei tanti progetti culturali e artistici sul tema dell’alimentazione che ha curato come Food Sound System, Artusi Remix e Kitchen Social Club.

La domanda politica che accompagna tutto il film è “Resisterà ancora il valore di produrre in modo sano e accessibile a tutti?”

La mia personalissima risposta è probabilmente si: probabilmente perchè tutto è profondamente legato allo sviluppo di una sempre maggiore coscienza critica di noi consumatori e, soprattutto, all’inevitabile passaggio generazionale tra i produttori.

Proprio questo aspetto è il passaggio più commuovente di tutto il film, con il racconto di figli e nipoti di contadini, allevatori e pescatori che sono tornati indietro da prospettive più “civili” e meno faticose, per tornare alla terra ed essere orgogliosamente “villani”

Quando sarà presentato il film “i Villani” di Don Pasta: le date salentine

16 dicembre – Calimera
17 dicembre – Lecce

Per tutte le altre info : http://www.donpasta.com/about/?lang=it

*Foto di copertina: www.corriere.it

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