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Donna Oleria: il coraggio di fare le cose per bene. Incontro con Grazia Barba

Quanto coraggio ci vuole ad abbandondare un progetto di vita già ben avviato e inventarsene di sana pianta un’altro, per di più in una terra dove tendenzialmente le nuovi generazioni per anni sono scappate via. Tanto, al limite della follia se ci aggiungi che si insegue il sogno della “vita di campagna” per la valorizzazione di una delle nostre più importanti risorse: l’olivicoltura

Per fortuna questo coraggio non è mancato a Grazia e Francesco Barba dell’ azienda agricola Donna Oleria, altrimenti oggi non potremmo contare su una produzione di olio extravergine di oliva che sta dando lustro al salento in tutto il mondo e, soprattutto, è un prodotto buono da portare in tavola in tutta sicurezza e tranquillità.

Le “vite precedenti” di Grazia e Francesco

Lui attivo nel settore della finanza sempre in viaggio, lei laurata in giurisprudenza e un master in marketing e comunicazione lavora presso un’agenzia di comunicazione romana: una vita dai ritmi serrati e asfissianti, in cui il fine settimana serve solo a recuperare le energie per affrontare una nuova settimana.

Si conoscono, si innamorano, nel giro di 6 mesi si sposano ( sicuramente anche voi pensavate fossero fratello e sorella, o padre e figlia) e sentono una voglia irrefrenabile di cambiamento e decidono di ritornare a casa, a Monteroni di Lecce.

Rifaresti questa scelta, dopo 7 anni di esperienza e di duri sacrifici? chiedo a Grazia: ” si, altre cento, mille volte. Francesco, mio marito dice sempre che prima la sveglia suonava alle otto e mi pesava, ora suona alle cinque e non mi pesa affatto

Prima sulla nostra tavola

L’idea del dedicarsi all’olivicoltura nasce quasi per caso: in quel periodo il papà non poteva occuparsi personalmente dell’uliveto di famiglia e della impellente raccolta delle olive, per cui Grazia e Francesco hanno assunto personalmente questo impegno.

“già da allora, nonostante non fossi del mestiere, volevo fare la raccolta delle olive direttamente dall’albero, senza farle cadere a terra come è consueto fare. Questo piccolo particolare se da un parte ha una resa minore in termini di quantità, preserva l’olio da disgustosi difetti di muffa e umidità, a garanzia di alta qualità”

Una qualità riconosciuta in molti concorsi nazionali e internazionali in cui Donna Oleria è stata la protagonista assoluta conquistando per ben due volte la medaglia d’oro per gli oli migliori del pianeta al concorso parigino “Les huiles du monde” e  la medaglia d’argento del Japan Olive Oil Prize.

Una passione e un’attenzione per la qualità che si fonda sull motto ” prima sulla nostra tavola” : un assunto quasi banale per quanto semplice e intriso di vera filosofa contadina.

“Lavoriamo principalmente per il nostro consumo. E dato che per le nostre tavole vogliamo il meglio, mettiamo tutto l’impegno possibile per produrlo. Sappiamo che tante piccole cose sono andate perse nella produzione di qualità della nostra tradizione ma noi vogliamo provare a ritrovare tutti dui dettagli: come ad esempio per la passata di pomodoro, noi la produciamo come facevano le nostre nonne e le nostre mamme perchè è quella che ci piace e che vogliamo mangiare.

Donna Oleria, non solo olio

Da qualche anno, infatti, Donna Oleria non è solo il marchio che accompagna gli oli extravergini di oliva monovarietali ( Ogliarola Salentina e Cellina di Nardò) o relativi bland: la produzione si è arricchita con piccole coltivazioni di grano senatore cappelli, grano saragolla, farro e, soprattutto pomodoro, con cui si ottengono delle passate dal colore e dal profumo di casa.

La xylella

Con chi ha dedicato tutte le sue energie agli ulivi è quasi impossibile non toccare questo difficile argomento e Grazia  non nasconde la rabbia per come si è evoluta la situazione nel tempo, senza interventi drastici e tempestivi.

” Noi per fortuna per ora non siamo stati toccati, ma tutti avremmo purtroppo a che fare con questo problema. Ci sono tante speranze che la scienza possa debellare questo batterio ma siamo consapevoli che le piante dell’Ogliarola Salentina e della Cellina di Nardò sono molto suscettibili, e quindi probabilmetne le perderemo.”

Poi con malinconia continua : “per noi che abbiamo valorizzato tanto i monovarietali , pensare di perderle è veramente un peccato. All’inizio questo problema ci ha levato il sonno, ora abbiamo iniziato a metabolizzarla e a pensare dei rimedi. Io poi, non riuscivio ad entrate negli uliveti per la paura di vedere un ramo secco.”

Una bottiglietta di olio nella borsa

Durante il bellissimo incontro con Grazia Barba sono ritornata carica di spunti di riflessione ma, soprattutto, con un prezioso consiglio che terrò sempre a mente: avere sempre una bottiglietta di olio di qualità nella borsa perchè ” vai in un ristorante, ti servono un piatto buonissimo che però viene rovinato con l’ olio di scarsa qualità che trovi a tavola”

“io vado sempre in giro con la mia bottiglietta da 100 ml per condire i piatti e credo che in un ristorante la scelta dell’olio è sinonimo di tanto: il fatto che per i suoi tavoli un ristoratore scelga un prodotto di qualità ti fa capire molto di quello che anche c’è nelle cucine”

Da oggi in poi, quindi, occhio all’olio anche al ristorante!

 

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